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venerdì 27 maggio 2016

Festa a Vico, la storia di mille storie, tra cucina e solidarietà direttamente a picco sul mare.


Anche quest’anno fremono i preparativi per Festa a Vico.
Non solo cibo ed alta cucina, non solo made in Italy e turismo, non solo solidarietà, ma tanti, tantissimi valori racchiusi in una festa che spegne quest’anno le sue prime 13 candeline.
Festa a Vico, è la storia di mille storie, che narrano di altrettante storie.
Photo credit:Luigi Savino
E’ la storia di Gennarino Esposito, gran maestro della cucina Italiana che da 13 anni promuove con amore e dedizione quest’evento che, nato quasi per gioco, è annoverato oggi tra i più importanti appuntamenti gastronomici italiani.
Festa a Vico è la storia di amici, ma soprattutto colleghi che si ritrovano una volta l’anno per strada a cucinare sì, ma non solo per i palati sopraffini dei ristoranti stellati, uniti da un obiettivo più ricco e grande, quello della solidarietà e della condivisione.

Tantissimi tra i più grandi Chef del panorama nazionale delizieranno le strade di Vico Equense nel già magico scenario della costiera sorrentina come di consueto per 3 serate a partire da Domenica 29 Maggio.
E non è cambiata la partenza, anche quest’anno dal cuore della Città con la “Repubblica del Cibo” che vuole lanciare l’idea di una nuova formula di ristorazione.

I piatti degli oltre 130 Chef emergenti saranno infatti serviti presso i negozi che resteranno aperti per l’occasione tutta la notte, per dar vita ad “una sagra nel senso originale del termine” come si legge dal sito dell’evento, per celebrare il Made in Italy a Vico Equense.

Photo credit: Adriano Gorgoni
Ospiti di questa edizione, che si prefigge un ritorno alle origini della festa, da cui il tema di quest’anno “Verso Vico”, gli Chef di Somma Vesuviana.
Nulla o quasi sembra quindi cambiato, incluse le modalità di partecipazione che, aperte a tutti per la prima serata con una piccola e minima donazione di 15 euro per le degustazioni, si sposta poi al Bikini per l’esclusiva “Cena di beneficenza” del 30 maggio da 200 posti, per concludersi poi al complesso turistico delle Axidie con “la Notte delle Stelle” in cui oltre 100 Chef stellati si alterneranno ai Maestri Pizzaioli e ai 20 Chef pasticcieri più promettenti d’Italia.

Un evento unico, in cui anche i più grandi esponenti della gastronomia contemporanea come Massimo Bottura ed Andrea Berton, si presteranno al sevizio di quel famoso gioco delle mani amiche, diventato ormai vero slogan della festa.
Mani che si stringono e collaborano per le Onlus Amiche (Noi con Voi, LILT e A.L.T.S.), cuori che danno spettacolo mostrando le eccellenze e la passione di un mestiere affascinante, senza nascondere la felicità e la bellezza di ritrovarsi insieme davanti ad un piatto di alta e sana cucina italiana.
Festa a Vico è tutto questo e molto altro, 
e noi, inutile a dirlo, saremo lì!
Photo credit: Adriano Gorgoni


Per info, donazioni e prenotazioni:


venerdì 29 aprile 2016

Buon 30esimo compleanno Internet, quanti motivi per festeggiarti? Più di 30 sicuramente!

30 Aprile 1986, vi dice niente?
Anni '80: vi evocano un passato abbastanza recente o qualcosa di confinato nel remoto?
Non so voi, ma pensare che Internet e la rete in Italia abbiano già compiuto 30'anni fa uno strano effetto.
Sì, avete capito bene, l'era digitale, quella moderna e post moderna, è entrata nella trentina.
E pensare che all'epoca non tutti erano ne erano convinti, c'è gente al mondo che non ha scommesso su Internet. Eh!
La rivoluzione delle rivoluzioni.
Internet è stato artefice di un cambiamento che ha dell'inimmaginabile, ed ha coinvolto tutti, grandi, piccini e super grandi, scettici ed ottimisti, progressisti ed amanti del passato.
Ci pensate a cos'era la nostra vita prima?
Ci pensate mai a come sarebbe stato?
Forse no, tanto che è penetrata nelle nostre vite a 360°, eppure se vi soffermate un attimo a riflettere su questa cosa, ha dell'incredibile.
Non è retorica dire che ha accorciato, se non in qualche caso abbattuto, le distanze, potenziato enormemente la circolazione dell'informazione e favorito la globalizzazione come mai nulla prima.
Se qualcuno partiva per l'altro capo del mondo, cosa avevamo?
Lettere, telefono, fax e giorni e giorni per avere notizie...
Oggi?
In un attimo mandiamo una mail, una foto, giriamo un video, ci scambiamo messaggi audio e possiamo incontrarci in rete, quando e dove vogliamo.
Cioè, seriamente, immaginiamo per un attimo se domani mattina non avessimo Internet e quindi Google, Wikipedia, Facebook, Instagram, Whatsapp, Outlook, Skype, etc, etc, etc??!
L'Apocalisse!!!
Sì, forse peggio!
Noi di Fumo Fucsia non esisteremmo nemmeno!
Motivo per cui oggi abbiamo tanto da festeggiare, ma soprattutto tanto da ringraziare quegli studiosi, pionieri ed avanguardisti che dal Centro nazionale universitario di calcolo elettronico del Cnr di Pisa, stabilirono la primissima connessione verso gli Stati Uniti ad Aparnet, il primo login!
Da lì, è stato tutto un piede "piantato" sull'acceleratore, ed i risultati, sempre più straordinari, sono sotto gli occhi di tutti, alla portata di un clic!



sabato 16 aprile 2016

Salone del mobile 2016, Milano al centro del mondo!

In questi giorni Milano è un tripudio di etnie, colori, folle, arte, idee e  bellezza.
Ricorre infatti la 55esima edizione del Salone del Mobile, la più importante fiera del settore di respiro internazionale, e, davvero, non si può non parlarne.

Oltre 2400 gli espositori e 160 i paesi rappresentati; i mondi del design e del futuro aprono le porte ad addetti e non, mostrando l'ultima frontiera del bello, o meglio, dell'utile che si fa bello.
Tantissime le presenze illustri, ma soprattutto i colossi del Made in Italy che, in occasioni come questa, possono avere più di un motivo per sbandierare il tricolore.

Ma veniamo ai protagonisti: tra cucine quasi spaziali, bagni da sogno e complementi d'arredo da galleria d'arte, sono al centro le idee, spesso brillanti, la tecnologia, sale delle nostre vite,  il rapporto uomo-macchina che cerca di ridefinirsi e migliorarsi sempre più.


Eppure a chi pensa che a queste fiere si celebri il puro astrattismo, c'è da dire che si sbaglia. Basti pensare al Fuorisalone per le vie di Milano che accoglie artisti da ogni dove, colorandosi di genialità e talento. Quest'anno si parte dall'Università statale ed è tutto un gioco di contrasti tra i chiostri del '400 e le miriadi di istallazioni ultramoderne allestite dappertutto, persino sui tetti!

Checché se ne dica, la Milano Design Week è ormai qualcosa che va ben oltre la nicchia dell'architettura e dell'estetica fine a se stessa.
E' piuttosto un'occasione quasi unica di mostrare i frutti di un progresso, che seppur straordinario grazie all'ausilio di tecnologie all'avanguardia, resta pur sempre figlio del genio di chi li crea.
Ricordate le esposizioni universali? 
Ecco il Salone del Mobile ne è un loro degno successore.


Un evento di rilevanza mondiale che arriva ad abbracciare infiniti campi, un evento fatto di eventi, molteplici, variegati, eterogenei alla massima potenza.
C’è spazio per tutto al Salone del Mobile 2016!
Qualche esempio?
Un colosso come Kartell mette al centro della sua esposizione “Kartell Kids” la nuova linea dedicata interamente ai bambini con gli oggetti d’arredo che diventano giochi, rivisitati ed elaborati in chiave moderna ovviamente, ma che rappresentano comunque il ritorno dell’azienda agli arredi per bimbi dopo 50 anni: “colori pastello, estrose sagome di plastica, e il ricordo del gioco che si fonde alla funzionalità dell’oggetto”.


L’autore di Gomorra ha realizzato un cortometraggio ad hoc, si è presentato al mondo il primo divano meccanico e trasformabile, ed ancora, c'è spazio per il lusso, con un padiglione interamente dedicato ai Big dell’alta moda, e c’è spazio persino per la “cacca” con “The Shit Evolution” una serie di suppellettili di arredo domestico impastati con merda di vacca.


Infine, ad allietare ulteriormente queste giornate milanesi, quest'anno c'è anche tanto tanto caffè, e chi come noi è particolarmente sensibile al tema, proprio non può evitare di accorgersene. 
C'è Illy che festeggia svariati anniversari, quello della carriera, della sua prima macchina "Illetta" e delle ultime novità in campo tecnologico, offrendo ai presenti un percorso plurisensoriale e personalizzato per veri adepti, c'è Lavazza che con il suo "Coffee Design" presenta ricette elaborate ed ideate da chef del calibro di Cracco per rendere possibile il concetto del design in una tazzina di caffè, e c'è Kimbo dentro e fuori il Salone, praticamente per tutta Milano, praticamente ad ogni padiglione che conta. 

Insomma, recita bene lo spot di casa: "O ci sei. O ci devi essere".
Ed infatti, se siete in zona, affrettatevi! 
Da oggi sarà anche completamente aperto al pubblico ed avrete l'occasione di sbirciare una vetrina sul futuro che, almeno per qualche giorno, vi sembrerà presente!



FIERA MILANO - RHO
12-17 Aprile, 2016

giovedì 26 novembre 2015

Black Friday? Il primo vero benvenuto al Natale!

Sapete che giorno è oggi?

Oggi, 26 novembre 2015, in America si festeggia il Thanksgiving Day, il giorno del Ringraziamento, quella festa tanto caruccia ed amata dai milioni di tacchini che, ahimè, anche quest’anno verranno rimpinzati con ripieni più o meno tradizionali ed accompagnati da patate rigorosamente dolci e salsa ai mirtilli.
ALT, non ce ne vogliano i tacchini, ma non è nostra intenzione impelagarci in un post filo-vegetariano, anzi, ad essere onesti, la questione al momento non tange minimamente il nostro interesse.
Dicevamo piuttosto del Ringraziamento, che, oltre ad essere l’occasione in cui si rende grazie a Dio per quanto “raccolto” e fatto durante l’anno, cadendo negli Stati Uniti il 4° giovedì di novembre, è anche un modo per dare l’avvio ai preparativi del Natale, un po’ come da noi succede per la festa dell’Immacolata l’8 dicembre.
Ed infatti, se ci pensate, quanti giorni mancano al Natale?
Rullo di tamburi…30!
Giusto un mese ci separa da slitte, babbo Natale, alberi, regali, pacchi e pacchettini_
giusto un mese manca alla festa più adorata dell’anno…CHE FELICITA’!



Ebbene, nonostante sia notoriamente risaputo che sconti e promozioni iniziano a gennaio e che, una volta finiti bisogna aspettare fino a luglio per gli attesissimi saldi di stagione, oggi esistono altre paroline magiche, sconosciute forse ai più, che sono un vero toccasana per gli amanti dello shopping.
[PRESENTE!]


Avete mai sentito parlare di Black Friday e Cyber Monday?
Chiunque di voi bazzichi tra store e shop online sa di cosa parlo!
Il venerdì nero, ovvero il venerdì successivo al giorno del Ringraziamento, è infatti da anni considerato come il PRONTI - PARTENZA - VIA alla stagione degli acquisti natalizi.
Consiste in un giorno di eccezionali sconti e promozioni anticipate che spingono ormai milioni di consumatori ad accaparrarsi capi e pezzi di collezioni attuali a prezzi super convenienti!
Che cosa meravigliosa, non trovate?! *_*


E non finisce qui, al Black Friday, segue a sua volta il Cyber Monday (letteralmente, “lunedì cibernetico”), una giornata all'insegna di sconti e ribassi online soprattutto nel settore dell’elettronica, il Black Friday dell’e-commerce per intenderci.
[per la serie, chi ha detto che il lunedì è una brutta giornata?!]
Entrambi gli eventi si sono propagati e diffusi dall'America in tantissimi altri paesi tanto da diventare veri e propri fenomeni: file di persone sono solite accamparsi fuori i negozi anche con tende per passare la notte, il traffico impazzisce e le vendite schizzano a livelli impressionanti.

In Italia, dite?
Beh, nonostante tecnicamente non siano più dei “neonati” (pur risalendo a 90 anni fa, il Black Friday è infatti esploso negli Stati Uniti intorno agli anni ’80), si sa che il nostro paese risulta sempre un po’ lentino e restio alle novità, e quindi, nel Bel Paese, vuoi pure per l’effetto anti-crisi che rilasciano, è da pochissimi anni che abbiamo familiarizzato con questa nuova generazione di sconti.
In particolare, qui da noi il fenomeno resta più circoscritto al web ed infatti Amazon, come già anni fa Apple, Unieuro, MediaWorld, Euronics e simili, sono già pronti a scatenarsi e far scatenare, ma un po’ tutte le grandi case commerciali si apprestano a salutare l’evento, tant'è che toccherà tutti i settori, dall'abbigliamento, agli elettrodomestici, fino ai giocattoli.


E siccome quando vi parliamo delle cose ci piacerebbe che voi ne faceste anche un’esperienza diretta, vi segnaliamo dove potreste vivere un enorme Black Friday “fisico”, cioè in store.
Alla Reggia Designer Outlet di Marcianise, ad esempio, domani ci sarà il 30% di sconto aggiuntivo in tutti i negozi che hanno aderito all'iniziativa e c’è pure chi stupisce, come l’Atelier Bencivenga che offre ai suoi clienti non solo il venerdì nero, ma l’intero weekend.














Del resto, come si dice, il nero (già) sfina, è (il) sintomo dell'eleganza, se ci aggiungiamo pure questa,da domani siamo pronti a professarci pii e devoti sostenitori del total black peggio della pece!
Che sia per avvantaggiarci con qualche regalo di Natale, per fare l’affare dell’anno o semplicemente per coccolarci un po’, godiamoci pure questo nero, nerissimo venerdì, con tutto il fascino di cui la “SALDI-MANIA” gode forse ancor di più dello shopping in sé.
[qualcosa mi dice che seppure fosse capitato di venerdì 13, avremmo messo in fila anche la superstizione!]

martedì 20 ottobre 2015

Milano all'improvviso!

Riprendo a scrivere dopo la solita simpatica lunga pausa, una pausa ricca di impegni ed emozioni.


Torno da un'iniezione di immagini, sapori ed allestimenti megagalattici, da un minitour tra Bologna, Milano e Parma, ho tante cose da raccontare e tanti input da canalizzare per fare in modo che dal bellissimo caos si torni al bellissimo ordine.

martedì 4 novembre 2014

Napoli e la favola della Regina delle Torte_Giada Baldari SugarQueen

Avete tutti sentito parlare del Boss delle torte, no? Ormai in Tv ce ne propinano quasi uno al giorno, ebbene, mai sentito parlare di Giada Baldari?



Se vi state chiedendo chi è, la risposta è molto, molto semplice: basta, infatti, fare una passeggiata in via Carlo Poerio per imbattervi in quello che è a tutti gli effetti un vero e proprio tempio del cake design, "Sugar queen", signori!


Qui, tutto, ma proprio tutto, ci ricorda una favola: dagli arredamenti, curati in ogni delizioso dettaglio, alle mille prelibatezze preparate ogni giorno...sfiziosissimi cup cake si alternano a torte decorate con arte e maestria, incantevoli macarones colorano un'atmosfera magica e dolce, terribilmente dolce!


Vista e gusto sono i due sensi che la fanno da padrona indiscutibilmente , senza però dimenticare tutti gli altri, perché come sapientemente si legge dal sito (che rende perfettamente l'idea di un sogno per grandi e piccini) "Sugar Queen" è anche:

mercoledì 4 giugno 2014

Nine inch nails_ Bologna 2014

Un concerto per appassionati e intenditori.
Meno tecnologia rispetto a Milano, meno effetti speciali, meno spettacolo.
Musica verace. Noise e potenza, la
solita.
Mai deludenti, ma più crudi.


Esplodono i suoni, esplode il rumore.
Come una bambina urlo, salto e mi dimeno. Tutti indietro, stavolta vado alle transenne.
Amici, e amici, e amici di amici. Au revoir. Ci vediamo all'uscita, ingresso 6.
N. 5 per me, come CHANEL. E il quinto concerto l'ho voluto tenere per me. Nessuna condivisione. Io e Trent Reznor, che ogni volta vorrei smontare e rimontare nel salotto di casa mia.
Il prossimo show, me lo prometto, negli Stati Uniti.


 Due i picchi per le mie emozioni: una REPTILE dalle viscere, che "she has the blood of reptile just underneath her skin", e una ERASER da paura.

I classici, quelli che ti aspetti, e molto di YEAR ZERO. TERRIBLE LIE mi è mancata, ma penso di potermene fare una ragione, soprattutto ripensando alla NON ENTITY di qualche anno fa a Roma.

Lascio l'Unipol arena saltellando, come una mina vagante, come sempre.

Meno geometrie nascoste, meno segreti e formule magiche, ma onestà, grinta e forse un po'di rabbia.



HURT chiude, lo sappiamo, andiamo a casa.

Il sesto? Quando?

martedì 14 gennaio 2014

ETTORE GIURADEI_ LIVE IN SUCCIVO (CE)

Succivo (CE), o… Succivo “nel Michigan”, come ci siamo divertiti a dire l’altra sera.

illustrazione cd Giuradei_ Mirella Nania


Bar di periferia, come piace a noi. Più sono piccoli, più sono affollati, più l’aria è familiare, più ci piace, più ci sentiamo a casa.

Tra amici che si abbracciano, e “non amici” che si abbracciano, che cantano a squarciagola canzoni allegre, o dal testo serio ma che sembrano comunque allegre.

guarda il video_ Sbatton le finestre

Ettore Giuradei in forma. Libri di favole ad accoglierci all’ingresso della sala, e cd.

Sguardo attento e grande energia.
Una sala buia e un evento un po’ “segreto”, per sostenere il progetto “SVANIRE”, cortometraggio di BlowUpFilm.

Don Rafael Bar, piccolo ma audace e forte cuore pulsante della piazza.

Foto un po’ buie un paio di video, per condivisione di divertimento.

guarda il video_ Strega




Una serata un po’ nascosta e quasi riservata, in una realtà di periferia, in cui, ovviamente, ci siamo anche noi. E, a dirla tutta, ne andiamo quasi fieri! Osservare la città dall’esterno ci rende svegli e attenti, senza pregiudizi, e liberi di vivere ogni città come fosse la nostra.
Gli eventi, grandi o piccoli che siano, sappiamo apprezzarli!

Del resto, come direbbe Itaiata de Sa, percussionista dei Negrita, virtuoso e appassionato musicista, non ha alcuna importanza “dove” e “con chi”.
La sua risposta, semplice e disarmante, è sempre una sola: “E’ musica!”

Giuradei live

Si! E’ musica! E a noi la musica piace!

martedì 12 novembre 2013

BOB DYLAN (live/in my life)_ ROMA 2013

Mettiamo subito le cose in chiaro: non credo di potermi definire un fan di Dylan.




Insomma, nella mia collezione di dischi ci sono "The Freewheelin", "Highway 61 Revisited", "Blonde on blonde", "Blood on the tracks" e “The Essential  Bob Dylan vol.1 e 2”. Poi, da qualche parte,  non ricordo esattamente dove,  sono quasi sicuro di avere un’ audiocassetta di "Street legal", e  tra i vecchi vinili di mia madre ci dovrebbero essere anche "Bringing it all back home" e forse “World gone wrong “ (in realtà temo di averlo prestato a qualcuno anni fa e di non averlo mai chiesto indietro, ma se voi non dite niente non dovrò mai renderne conto). 

Se provo a digitare la chiave di ricerca "Dylan" sul mio hard disk, vengono fuori: 187 mp3 che hanno a che fare col suddetto,  una raccolta di spartiti per chitarra, un bootleg di un concerto e un libro in PDF mai letto. 

La mia conoscenza della vita dell'artista si riduce a: 

_  Robert Zimmerman

_  Woody Guthrie

_  periodo folck

_  esibizioni con Joan Baez (anche compagna?)

_  pilastro della rivoluzione culturale e sociale anni 60 (mi dicono che abbia cambiato il      
    mondo ma io non c'ero e quindi non posso testimoniare)

_  ha fatto fumare marijuana ai Beatles nel bagno della regina (neanche qui c’ero ma mi        
    sembra una cosa più plausibile)

_  periodo elettrico

_  litigi con i fan per il passaggio da un periodo all'altro

_  incidente in moto

_ anni 80/dischi brutti

_ concerti di beneficenza (c'entra qualcosa Harrison vero?)

_  Neverending Tour

_  figlio cantante dei Wallflowers

_  poker

_  premio Oscar per canzone in film con Michael  Douglas (tutti dicono risarcimento per non    
    averlo dato a "knocking on heavens door")

_  Scorsese fa film/documentario su di lui (che tutti mi dicono di vederlo e prima o poi lo       
    farò ma difficilmente credo che lo preferirò a “I'm Not There”*)

_  ultimi 5 dischi belli (lo dicono gli altri, io posso testimoniare solo a favore di "Time out of     
    my mind" e "Tempest").

Prima di quello del 7 novembre scorso a Roma avevo visto solo un suo concerto all'arena flegrea a Napoli (2001?) e non ne ho un ricordo memorabile.




Non credo che tutto questo faccia di me  un fan di Dylan; insomma, credo che chiunque ami la musica dovrebbe avere "Blonde on blonde" (e se non ce lo avete compratelo, e se non potete comprarvelo dite ad un amico di prestarvelo… insomma fate qualcosa, faremo finta di nulla e non ve la faremo pesare) e riconoscere al primo ascolto una trentina di sue canzoni, ma essere fan di Dylan e' un altra cosa: i fan di Dylan sono quelli che da anni seguono il suo tour infinito confrontando di volta in volta la scaletta della serata alla ricerca di quello che potrebbe essere "il concerto della vita", che solo un artista del calibro di Dylan ti può regalare perdonandogli anche le esibizioni meno memorabili; i fan di Dylan discutono animatamente di ogni strofa, di quale evento abbia ispirato questa o quella canzone; i fan di Dylan bramano da anni un Nobel che certifichi che i versi di Dylan sono una delle espressioni più alte della cultura del novecento e di conseguenza conferisca loro lo status di letterati che poco hanno a che fare con il confuso calderone della musica pop nel quale fino ad ora devono coabitare con i fan delle Lady Gaga di turno;  i fan di Dylan sanno il nome dell’attuale batterista  e di quelli passati, chi di loro è stato operato di appendicite e a volte anche il nome del medico che ha svolto l’operazione;  i fan di Dylan probabilmente mi stanno venendo a cercare.


A me di tutte queste cose non è che importi poi tanto (si ok, sono un po’ preoccupato per eventuali spedizioni punitive); entrando all’Atlantico di Roma per assistere al concerto non conoscevo nessuno dei nomi dei musicisti di supporto,  ho applaudito  quando mi piaceva quello che suonavano e se capiterà di rivederli magari li riconoscerò. 

Non credo che un eventuale premio Nobel a Dylan mi farebbe apprezzare di più i suoi dischi e anzi, spero, se dovesse accadere, che non ripubblichino i suoi vecchi vinili aggiungendo la notizia alla copertina come capita con le ristampe dei vecchi libri di Saramago, e non ho nessun particolare problema  se il mio Ipod in funzione random mette un pezzo di Fat Boy Slim dopo “Alla long the wachtower”. 

Semplicemente amo molte canzoni di Dylan; alcune per i loro testi, altre perché hanno saputo descrivere perfettamente, e in quel preciso istante, momenti della vita come quelli in cui le metropolitane vanno in direzioni opposte. Soundrack di situazioni ed emozioni inspiegabili. Altre, semplicemente, le trovo bellissime, e alcune mi sembrano avere un significato solenne  anche senza conoscerne la traduzione. 

E quindi, semplicemente, al concerto di Roma mi sarebbe piaciuto rincontrarne qualcuna in più oltre che “It Ain't Me, Babe”, “Positively 4th Street”,” Girl From The North Country” e “Blowining in the wind”, ma questa è una vecchia storia che chi ha visto i concerti di Dylan conosce bene: è come andare al ristorante che ha nel menù i tuoi piatti preferiti, ma devi sperare che quella sera il cuoco abbia voglia di cucinarli, sapendo che non puoi chiedergli di prepararteli come li hai assaggiati la prima volta e devi affidarti al suo buon cuore di non stravolgerne completamente il gusto sapendo che avrà nelle sue mani il potere di prepararti  la “cena della vita” o semplicemente un conto salato e una serata di digiuno. Beh, a quanto pare, guardando le set-list delle due serate di Roma, io ho mancato la “cena della vita” per 24 ore,  e mi sono dovuto accontentare di uno spuntino frugale.





Naturalmente i Fan di Dylan hanno visto entrambe le serate, quindi possono ritenersi sazi e non credo che avranno nulla da obbiettare a (con)dividere con noi altri una “Like a rolling Stones” dove Dylan ha addirittura concesso, cosa più unica che rara, il coro al pubblico.

like a rolling stone_ live_ roma 2013

giovedì 7 novembre 2013

NIN @ Voodoo Experience 2013_ NEW ORLEANS

Gli zombie del Voodoo tornano a casa. Molti muscoli che neanche sapevo esistessero sono indolenziti. 


Il concerto e' stato incredibile: Trent non ha deluso neanche questa volta, soprattutto a New Orleans... e si sa, Lui e' molto legato a questa città, che e’ stata la sua casa per diversi anni. Sul palco lo ha ribadito più volte: “I had some of the worst times of my life here and I found salvation here.” 
Dopo l'uragano Katrina e' stato anche un forte sostenitore del Voodoo Fest, raccogliendo fondi attraverso concerti affinche’ questo Evento musicale potesse ancora continuare, decisamente amato da questo pubblico. Proprio per questo ero curiosa di vedere se questa esibizione sarebbe stata diversa da quella a cui avevo assistito due giorni prima a Miami, dove per la maggior parte la band ha presentato i pezzi dell’ultimo album. Ad un Festival non tutti saranno lì per vedere solo ed esclusivamente i NIN, in piu’ non ci sarà quel grande schermo a creare quell'atmosfera visionaria ed un po' allucinata che fa parte della scenografia. Prima di loro abbiamo dovuto tollerare i Paramore, che ammetto non conoscevo affatto; dopo la loro passabile performance due ragazzine sono andate via lasciando il posto sulla transenna centrale e finalmente LI’ avevo una visuale perfetta. 


Nel frattempo si fa amicizia con Nacho Libre, con l'uomo coniglio ed altri vicini. E' "Halloween weekend" e siamo a New Orleans, tutto e' concesso: fatine, streghe e diavoli!


Le luci si spengono e parte il boato. Si comincia: e’ Copy of A. Ogni componente del gruppo e’ avvolto da fasci di luce bianca, luci così forti da acceccare. Tutti saltano. 
I decibel sono decisamente assordanti. Alcuni indossano i tappi per limitare i danni, ma la musica deve raggiungere l'altro capo del City Park, che si estende per miglia. Io sono molto vicina, diventero’ sorda un giorno lo so! Ogni basso rimbomba nel mio corpo, entra dentro come un pugno seguito subito da un altro. La musica quasi si puo’ toccare: e’ lei lo spettacolo. Non c’e’ bisogno dello schermo, mi bastano loro, ma soprattutto Lui. 


La scaletta e’ decisamente diversa dal concerto di Miami, qui l'energia e' piu' intensa, soprattutto quando esegue pezzi piu lontani come: Reptile, Terrible lie, Head like an hole, Only, Sanctified, March of the pigs, e ancora the Hand that feads , Wish, o la canzone che aveva registrato insieme a David Bowie "I am afraid of Americans". 
La band suona per piu' di due ore e anche la vocalist da il meglio di se, una voce quasi da Sirena Partenope che fa venire i brividi. 


Il concerto termina, come di consueto, con la sempre struggente e devastante Hurt, urlata o sussurata da ogni persona del pubblico. Lo sappiamo e' finito, ma speriamo in un encore che non arrivera’. 
Lasciano il palco e si accendono le luci: si e’ proprio terminato, ma siamo appagati. Tutti commentano positivamente mentre ci si incammina verso le uscite, cercando di non calpestare alcuni che erano distesi sul prato, incuranti di quanto gli stesse accadendo intorno. 
Il mattino seguente, ahimè, abbiamo l'aereo. Non riusciremo ad assistere alla chiusura del festival con i Cure o il dj set di Maxim dei Prodigy, ma fa niente, ci ritorneremo. In fondo eravamo andati li’ per I NIN e per New Orleans, e abbiamo rivisto I Perl Jam (anche Eddie Vedder era in gran forma!).


Il pilota ci informa che stiamo sorvolando il Mississipi: è veramente imponente e mi fa pensare che ultimamente mi sembra di passare meta’ del mio tempo sopra le nuvole. E' stato un bel weekend, decisamente diverso. Sono esausta: abbiamo dormito poco e festeggiato molto, e abbiamo fatto tanti chilometri. Ne è valsa la pena? certo! lo rifarei.

1,000,000 times.